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Che cosa è lo Yoga
Lo yoga è la più antica scienza della vita, non è una teoria, ma con la
pratica diventa uno stile di vita. Lo yoga ci consente non solo di
controllare il corpo e quindi anche il dolore fisico, ma soprattutto ci dà
modo di controllare le tensioni emotive e permette attraverso la meditazione
di arrivare a capire chi siamo.
Per una miglior comprensione facciamo un paragone con una cosa che tutti
conosciamo: la nostra automobile.
Ogni automobile per funzionare bene ha bisogno di 5 cose:
la lubrificazione
il sistema di raffreddamento
l'impianto elettrico
il carburante
un buon autista
Nello yoga il lubrificante sono le asana (posizioni): mantengono il tono
muscolare, sciolgono le articolazioni, migliorano la circolazione
sanguigna e tonificano gli organi interni
Il raffreddamento corrisponde al rilassamento, mentre il pranayama
(respirazione) fornisce l'energia.
Il cibo e l'acqua sono il carburante, infine la meditazione che calma la
mente è il buon autista.
Con questo banale paragone diventa facile capire come sia importante
l'esistenza e il buon funzionamento di ciascuna di queste cose.
Per chi è lo yoga? Tutti possono praticare yoga: giovani e anziani, sani e
malati, persone atletiche e persone fuori forma. Non sono necessarie
particolari (e costose) attrezzature, e neppure abiti appositi: bastano un
asciugamano e indumenti comodi, l'ideale è iniziare partecipando ad un corso
collettivo di yoga.
Le asana coinvolgono tutto il corpo mettendone dolcemente in moto tutte le
parti: muscoli, scheletro, tendini, articolazioni, colonna vertebrale
ghiandole e organi interni. Lo fa in maniera dolce, graduale, perché non c'è
competizione, né con gli altri praticanti, né con se stessi. Ciascuno esegue
le asana ascoltando con attenzione i messaggi del proprio corpo, senza mai
superare i propri limiti. Chi pratica yoga ama il proprio corpo, cerca il
suo bene, lo consola, quindi non lo ferisce.
A prima vista lo yoga può sembrare un insieme di strane e contorte
posizioni, ma col tempo e con una pratica regolare si iniziano ad avvertire
quei sottili cambiamenti che portano infine ad uno stato di pace interiore.
Le origini dello Yoga
Le origini dello Yoga sono antichissime, la sua più remota testimonianza
archeologica risale a circa il 3000 a.C. e consiste in una serie di sigilli
di pietra raffiguranti alcune asanas. I primi scritti che ne parlano
risalgono al 2500 a.C. mentre le Sutra di Patanjali si pensa siano databili
intorno al 400 a.C.
Al di là dei dati storici una suggestiva leggenda parla delle origini di
questa disciplina:Narra la leggenda che un pesce stesse nuotando nelle calde
acque dell'Oceano Indiano quando si trovò per caso nei pressi di una grotta.
Da quella particolare caverna usciva una voce soave e melodiosa che incantò
il pesce. Era la voce del dio Siva che stava illustrando alla sua amata
moglie Parvati le asanas (posizioni) da lui create per gli dei. Mentre stava
ascoltando quegli insegnamenti miracolosamente il pesce si trasformò in un
uomo che prese il nome di Matsyendra che in sanscrito significa "pesce fatto
uomo". Da quel momento Matsyendra iniziò a tramandare in segreto quelle
asanas ai suoi discepoli, divenendo così il primo yogi.
Al di là di storia e leggenda è interessante scoprire l'etimologia della
parola "YOGA" : deriva dal sanscrito"Yuj" che significa: aggiogare, unire,
legare. Infatti le pratiche yoga si prefiggevano di "mettere sotto
controllo" il corpo, la mente, i sensi e di unire lo Spirito Individuale
allo Spirito Universale.
I molteplici percorsi dello Yoga
Secondo i testi classici nello Yoga esistono 4 percorsi principali:
Hatha Yoga - movimento
Mantra Yoga -vibrazioni
Laya Yoga - riassorbimento
Raya Yoga - introspezione
Nel corso degli anni si sono sviluppate diverse correnti Yoga . Ciascuna di
queste correnti si è arricchita grazie all'esperienza dei Maestri Lo scopo
che tutte hanno in comune è quello di purificare lo spirito, di calmarlo
fino a giungere alla fusione con l'Assoluto.
Qui di seguito sono elencati alcuni delle pratiche attualmente più note
dello Yoga:
· Hatha Yoga: Ha =sole e Tha= luna
ossia l'equilibrio degli opposti, è lo yoga delle asana e del pranayama. E'
il più conosciuto in Europa.
· Karma Yoga: Karma= l'azione e la
reazione. è lo Yoga del lavoro e della retta azione
· Bhakti Yoga: lo Yoga che arriva
alla sublimazione delle emozioni attraverso l'amore cosmico
· Raya Yoga: lo Yoga regale,
dell'introspezione
· Tantra Yoga: lo Yoga
dell'accettazione e dell'unione rituale
· Jnana Yoga: lo Yoga della
conoscenza e della saggezza
· Yoga Nidra : lo Yoga del sonno
profondo che conduce al risveglio
· Yoga Iyengar: lo Yoga
prevalentemente ginnico
Asana
La pratica delle asanas non è mero esercizio fisico, ma un sistema
scientifico sviluppato per controllare gli aspetti più sottili del corpo
fisico collegati alla mente. Infatti le Asana influiscono sulle ghiandole
che a loro volta influiscono direttamente sul funzionamento della mente.
Una volta gli yogi vivevano a contatto con la natura e avevano modo di
osservarla con attenzione. Fu così che scoprirono come determinati animali
abbiano particolarmente sviluppate alcune funzioni ghiandolari che possono
essere di beneficio anche all'uomo; per esempio il pavone ha una buona
capacità di digerire anche le cose più pesanti, allora gli yogi svilupparono
l'asana del pavone, derivante dalla posizione assunta dal pennuto ,
posizione che ha un effetto positivo sul sistema digerente. Altre asana,
(del cobra, della lepre, della tartaruga, del pesce ecc.) possono avere
effetti particolari sia sul corpo che sulla mente. E' facile intuire come
mediante la pratica regolare delle asana, prescritte da un maestro, si possa
migliorare il sistema circolatorio, digestivo, nervoso, aumentare il tono
muscolare e regolare le secrezioni ormonali aiutando quindi in maniera
naturale l'equilibrio mentale ed emotivo.
Inoltre, le asana lasciano il praticante in uno stato di calma interiore e
di relax eccezionali.
Esistono moltissimi libri che insegnano come praticare le asanas, ma è bene
essere prudenti. Così come una persona malata si rivolge ad un medico che
gli prescrive le medicine più adatte, allo stesso modo bisognerebbe
rivolgersi ad un maestro yoga che prescriverà una corretta serie di asanas
adatte alla singola persona. Per quanto vi siano più di 50.000 asanas che
possono curare molti problemi dell'organismo umano di solito ne vengono
insegnate circa una quarantina fra quelle più importanti per le pratiche
spirituali, infatti le asana sono un' utilissimo complemento alla
meditazione. La meditazione provoca una trasformazione che affina la mente.
Ma se questo affinamento non è accompagnato da un suo corrispondente fisico
attraverso una dieta adatta, il digiuno regolare e la regolare pratica delle
asana, allora la meditazione ne risente.
Patanjali
Le sutra di Patanjali sono considerate il più autorevole testo di yoga mai
scritto ( in maniera approssimativa sutra si può tradurre come aforisma o
verso), racchiudono in 196 versi i concetti alla base dello yoga, la sua
filosofia. Un detto popolare recita: "ciò che non è menzionato nelle sutra
di Patanjali o non è yoga, o è poco importante"
Il cuore dell'insegnamento di Patanjali è negli "otto sentieri" che si
intersecano l'un l'altro come i rami di un albero. Non si tratta di
comandamenti, leggi o dure regole, piuttosto sono suggerimenti per uno stile
di vita migliore.
1. Yama : i principi morali, sono cinque: la non
violenza, il non mentire, il non rubare, il non essere sensuali, il non
provare avidità.
2. Niyama:la disciplina e la responsabilità, sono
cinque: purezza, contentezza, autodisciplina (austerità), introspezione e
devozione al Signore Supremo (abbandono dell’ego).
3. Asana: le posizioni . preparano il corpo alla
meditazione profonda.
4. Pranayama: la forza vitale, il controllo del
respiro.
5. Pratyahara: l'interiorizzazione della mente
(ritiro dei sensi).
6. Dharana: concentrazione gentile della mente .
7. Dhyana: la meditazione ininterrotta.
8. Samadhi: illuminazione, la pura contemplazione
Le sutra di Patanjali si suddividono in 4 parti
1. Samadhi Pada (51 sutra): tratta della natura
generale dello yoga
2. Sadhana Pada (55 sutra): Sadhana in sanscrito
significa "pratica", qui si danno le linee guida di Kriya yoga e Ashtanga
yoga
3. Vibhuti Pada (56 sutra): Vibhuti in sanscrito
significa "potere" o "manifestazione", qui descrive gli stadi più alti dell'
awareness e le tecniche per raggiungerlo
4. Kaivalya Pada (34 sutra): la liberazione dello
spirito
Yoga Nidra
C'è chi si limita a considerarlo una pratica per recuperare riposo ed
energie a tempo di record, ma così facendo si priva delle immense e ben più
importanti possibilità che questo metodo reca in sé.
Messo a punto da Swami Satayananda Saraswati -uno dei maestri più famosi
dello yoga contemporaneo- lo yoga nidra non solo rieduca al sonno, ma
soprattutto può portare al risveglio della parte più profonda di noi stessi,
permettendoci di richiamare le nostre potenzialità latenti. Mediante questa
pratica possiamo imparare a dormire a comando, come Napoleone, ma
soprattutto possiamo imparare a diventare gli esploratori della nostra
anima.
Nella concezione popolare lo yoga consiste soprattutto in posizioni fisiche
(asana) e in esercizi di respirazione (pranayama): tutto questo è l'hata
yoga.
Asana e pranayama sono molto importanti, ma sono solo i preliminari. Infatti
quando si arriva alle tecniche di meditazione ci si rende conto che esistono
centinaia di metodi per "penetrare" dentro noi stessi.
Nello yoga la meditazione ha un ruolo centrale. Di solito in occidente la
parola "meditazione" significa concentrarsi su un particolare pensiero,
invece nello yoga la meditazione è un processo di sviluppo della percezione,
grazie al quale noi cerchiamo di avvicinarci al nostro super Io. Il metodo
non è molto difficile, la cosa più importante è trovare la tecnica più
adatta.
Lo yoga nidra è una delle tecniche migliori per l'uomo occidentale
contemporaneo. La meditazione sorge spontanea, ma per arrivarci dobbiamo
passare attraverso un percorso di rilassamento fisico, mentale ed
emozionale. Un percorso che passa attraverso il ritrarsi dei cinque sensi
all'interno del nostro corpo. Pian piano la percezione del mondo esterno
diminuisce e in contemporanea aumenta quella del nostro corpo, del nostro
respiro, del nostro conscio, del subconscio e alla fine del nostro
inconscio. Quest'ultima è la percezione più difficile da raggiungere, ma
quando ci si arriva comincia la vera meditazione.
All'inizio lo yoga nidra deve essere praticato sotto la guida di un maestro,
solo in seguito sarà possibile praticarlo da soli.
Iyengar Yoga e’ uno stile di hatha yoga nato dall’ispirazione e dal genio
di uno dei piu’ conosciuti maestri di yoga oggi viventi, B.K.S. Iyengar. Il
suo e’ un metodo che, pur restando fedelissimo alla tradizione, si propone
di essere accessibile e comprensibile a tutti, nella sua semplicita’ e
precisione.
La posizione del corpo (asana) assume un ruolo centrale nella pratica e
nella posizione tutte le altre dimensioni dello yoga classico (etica,
respirazione, introspezione, concentrazione, meditazione, realizzazione del
se’) vengono sperimentate e integrate.
Attraverso la ricerca della simmetria e dell’allineamento del corpo, si
sviluppano l’ equilibrio e la stabilita’ interiore. Grazie all’attenzione
che in ogni istante guida l’azione fisica, si mantiene uno stato di
introspezione e concentrazione.
Portando la consapevolezza in ogni cellula del corpo, la mente si radica e
si quieta, creando le condizioni per uno stato meditativo. Nel progressivo
superamento dei limiti con i quali normalmente si definisce la propria
identita’, o senso dell’io, si puo’ realizzare la propria vera natura. Il
sistema Iyengar e’ solo apparentemente fisico, perchè in realta’ utilizza lo
strumento fisico fino al massimo delle sue potenzialita’ per accedere in
modo piu’ efficace alla mente e al se’.
per ogni altro tipo di informazione i nostri orari di segreteria sono:
09.00 – 13.00/////\\\\\16. 30 – 20.30
Ass. Culturale “Centro meDea ” Via Generale Cantore n° 23/a Catania 095-365.209 - cell 349 8415174