A TUTTI GLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’
Tratto da www.grandetriade.it
Uomo di Desiderio, Fratello Sconosciuto, tu che cammini verso Tebe, in
qualsiasi parte della nostra terra ove tu ti trovi, è a te che
io penso ed è a te che mi rivolgo. E’ a te che io penso,
ed è a te che io parlo; nella solitudine della preparazione, tu
hai appreso la nostra lingua madre, ed i verbi primitivi degli Antichi
sono per te come per noi, fiaccole luminose, o sconosciuto viaggiatore
che amo come un fratello.
Domani tu sarai il Maestro Potente del regno terrestre; ieri, non eri
forse tu lo schiavo dell’ultima delle razze e non servivi i
serpenti della terra? Oggi discepolo di un Maestro, incerto
dell’avvenire, ancora timido, tu ti affacci alle porte della
luce. Può essere che ripassando nella tua memoria le tappe
percorse per arrivare sin qua, tu troverai qualche nuova certezza,
qualche insegnamento per il presente. Quando tu venisti tra noi,
uscendo dal mondo profano, non eri più di un ricordo
dell’uomo di cui portavi ancora il nome. Ma tutte le tue
facoltà, tutte le tue virtù, tutte le promesse fatte ai
tuoi avi erano immerse nell’oblio volontario ove avevi lasciato
che s’addormentassero. Tu appartenevi a questa massa umana
concepita dal peccato e per il peccato,viste le incoscienti ingiustizie
di quelli che ti allevarono.. Quella lugubre piatta esistenza che
è quella di questa vita umana alla quale tu appartenevi per
intero
L’uomo portatore già nel grembo materno delle tare
ereditarie e così dunque carico di un destino doloroso, nasce
schiacciato dal peso di queste “tenebrose
passività”. Nasce, riceve il latte interiormente
già contagiato da questo sudiciume, e esternamente, mille
trattamenti maldestri che deformeranno il suo corpo prima ancora che si
sia formato. Delle concezioni depravate, linguaggi falsi e corrotti
vanno ad assalire tutte le sue facoltà e le spiano
dall’inizio del loro sviluppo per poi infettarle.
Così viziato nel corpo e nello spirito prima ancora
d’averlo usato, egli rientra nella ordinaria influenza di quelli
che circondandolo dall’infanzia, diffondono a caso su questa
terra dei germi disordinati e cattivi.
La
gioventù, la virilità, non vogliono essere che uno
sviluppo successivo di tutti questi germi. Un regime psichico quasi
sempre contrario alla natura continua a spingerlo contro il principio
della sua vita
Deviato sempre più dalla sua condotta, avido di scienza esterna
(empirica), lo porta a esteriorizzare e disperdere tutte le
facoltà del suo spirito invece di convogliarle verso questa
interiorità (spirito), facoltà che aveva ricevuto per
apprendere e prodigare tutti i tesori.
Egli se ne dimentica, preso nelle sue occupazioni frivole ed illusorie,
che assumono ai suoi occhi talmente l’apparenza della
realtà che lo affaccenderanno fino alla fine del suo tempo..
Inoltre al centro di una tempesta perenne, egli arriva al termine della
sua vita, tormentato dalle procedure di una medicina ignorante, da una
filosofia mondana ancora più dolorosa per il suo spirito che si
esauriva forse proprio allora.
Ecco da quale tipo di persone tu vieni fuori, viaggiatore ingannato,
fino a che una voce ti chiama con il tuo nome; un nome fiammeggia nel
tuo cuore e tu vai ad infoltire le file degli UOMINI DI DESIDERIO,
malgrado le paure, malgrado le previste sofferenze. Ora quale fu la tua
ascesa? Per sublimare il tuo essere, quale metodo, quale scienza ti fu
insegnata?
Quelli che ti avevano chiamato, quelli che tu amavi come fratelli, come
degli amici ritrovati, ed a cui domandavi di guidare i tuoi passi verso
città luminose, ti hanno mostrato il deserto dietro di te
Essi ti hanno fatto comprendere che tutta l’opera, doveva essere
in te; che ti occorrevano 40 giorni e 40 notti di meditazione per
imparare a conoscerti, a distinguere i tuoi amici dai tuoi nemici, le
gerarchie delle loro forze.
In te stesso, nella tua anima, tu hai fatto la scoperta di tutti i tuoi
principi, deve essere così, altrimenti tu non saresti stato
rinnovato in tutti i tuoi valori, se non avessi appreso così
alte verità dalla Tradizione, se non avessi acquisito la
conoscenza intima dei nomi attraverso l’esperienza ed il
sentimento.
Silenziosamente, tu attendevi da qualche parte, che morisse in te il
desiderio, e che il tuo spirito vedesse chiaro
In
effetti, lentamente, tu capisti; ti considerasti un pensiero di Dio, e
che il tuo essere reale, la tua individualità non poteva
esistere che in Lui.
Uno
dei segni più evidenti per il tuo avanzamento su questa via fu
il giorno in cui tu scopristi sensibilmente che le cose di questo mondo
non sono così importanti; allora - un solo sentimento
spodestò tutti i tuoi idoli e ti mostrò la differenza che
separa il mondo spirituale da questa catena di fantasmi polimorfi,
fuggevoli, incostanti, che compongono la regione naturale ove noi
viviamo con i nostri corpi.
Questa fu la tua Illuminazione….Tutto ciò che si cerca
oggi sparisce, tutto riprende il corso universale degli Antichi Giorni.
A Nord, a mezzogiorno, a Oriente, a Occidente, tu sei penetrato nello
spirito universale. Come Lazzaro, dopo quattro giorni resusciti nelle
tue quattro grandi facoltà primitive.
Nessun riposo, niente interruzioni, per ciò che ha risvegliato
in te questa impetuosità vitale,la tua essenza, tu dovrai
allontanare da te tutti i venditori che erano venuti a stabilire la
sede dei loro traffici nel tuo Tempio.
Lo sforzo continuo, la lotta quotidiana, la tensione perenne
dell’anima: ecco le condizioni indispensabili
all’illuminazione dell’anima.
Più grandi saranno i tuoi progressi e più grandi gli
ostacoli che incontrerai sul tuo cammino. In te stesso sorgeranno dei
dubbi; alcuni scettici e vuoti interlocutori s’eleveranno per
gettare il turbamento nella tua ragione ed i miracoli che essi ti
chiederanno, accolti o rifiutati che siano, ti faranno più
debole ai loro occhi, e saranno sempre vani. Tu subirai tentazioni,
minacce, prove, prima di lasciare il tuo deserto.
Ma questa sarà una felicità, una ferma battaglia,
conoscendo la Legge. Solo a prezzo di grandi sofferenze si ottiene la
Rigenerazione. Tutti i simboli, tutte le tradizioni ce lo insegnano- Il
sole passa al meridiano inferiore prima di apparire glorioso a Oriente;
prima che la vita ci coinvolga, bisogna che la sofferenza assoluta, lo
sconforto, la desolazione si ghiaccino nelle nostre vene e sia
distrutto in noi tutto quello che rende la sua presenza (della
Rigenerazione) impossibile. E’ attraverso questa vita di morte
che deve passare l’uomo, e più rapidamente, per
conseguenza più dolorosamente, per quelli che si svegliano e
vanno in fretta.
E’ la via che hanno seguito i nostri Maestri, quella del vero
Filosofo. Terminata la prova tu lascerai il deserto, vittorioso, ed
eccoti pieno di lucidità intellettuale e di questo intimo ardore
frutto del tuo lavoro, di nuovo in cammino verso le città degli
uomini. Ma tu hai scordato i simboli materiali; non hai più
niente in comune con loro, non fai più sogni penosi. Soldato
troppo forte, troppo ben protetto contro gli illusori attacchi dei tuoi
nemici, tu non sai più comportarti nel mondo delle
passività; l’egoismo o il dubbio ti attanagliano; le
terribili crisi dell’incertezza ti paralizzano, ti prosternano.
Allora, colui che era così fiero della sua altezza (spirituale)
si abbassa, ridiscende cerca un appoggio, egli nella notte supplica che
un Fratello più anziano, più istruito grazie al possesso
dei poteri, che un Adepto gli appaia e gli parli.
Se
tali sono le tue angosce, spirito, Fratello del mio spirito, cuore del
mio cuore, ascoltiamo insieme quello che hanno svelato i Maestri
ritornati vivi dal Giardino di Grenades.
In quattro modi, hanno cantato la gioia; gioia delirante, gioia sovraumana, gioia violenta, gioia fecondante.
A
voi che desiderate sapere, hanno detto, apprendete. Non basta che
l’UOMO SIA UN PENSIERO DI DIO, ed è la che si ferma la
nostra Scienza, E’ ANCORA NECESSARIO CHE NE SIA UNA PAROLA.
Solamente così sarà rigenerato nella sua originale
natura. Nel meraviglioso Giardino da cui noi torniamo, nulla si compie
in immobili contemplazioni, ma nella luce eterna c’è
un’attiva e continua creazione. Il pensiero non può
affermarsi senza crearsi intorno gli Esseri che furono le sue
operazioni e che diventeranno le sue facoltà attive.
La
morte, le parole di distruzione, d’annientamento qui sono
sconosciute, dato che la vita scorre e copre le mura di Fiori del
Giardino. Sfortuna ai Profeti che insegnano le dottrine di terrore, di
odio, di distruzione: Fuggite quelli che disprezzano la carne ed il
sangue, l’Anima nella pienezza delle sue figure, poiché
tutte le promesse saranno mantenute e la rigenerazione sarà
un’opera viva.
AMA, PARLA, AGISCI.
Intorno a te, da tutti i lati, nascono dei guerrieri per sostenere le
tue opere: oggi i Poeti, tuoi Fratelli sono in strada… Parlano
alle piazze, usano i gesti come ramoscelli di palme e le parole come
spade. Ma che sia o no sia vostro destino d’essere i beati
testimoni, seminerete intorno le forze rigenerate in voi, e dunque voi
siete i depositari e non i proprietari. Siate i Terapeuti dei
materialisti e degli istintivi, le guide degli spiritualisti.
Preparatevi.
Ricordatevi le parole: “Non deve essere l’alba di luce che
deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e
dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli;
è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e
farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di
questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro
inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
Ecco il tuo ruolo, il tuo dovere, UOMO RIGENERATO; tu sei un
intermediario tra l’Eterno ed il Temporale, tra il Futuro ed il
Presente.
Dalle parole dei Maestri, tu comprenderai ove si arrestano i tuoi
poteri, dove comincia l’opera della Provvidenza. Da loro
istruito, supererai i tre gradi dell’Iniziazione Teosofica.
E’ per questo che la saggezza Kabbalistica da ai suoi discepoli
dei nomi differenti al momento della loro nascita al mistero, alla loro
conoscenza simbolica, al loro adeptato tradizionale. Colui che legge
nelle stelle le volontà di Dio, prima che esse avvengano in
terra si chiama TEKOA, l’uomo delle sofferenze, il figlio di
JOCHAI; e quando sarà insegnante, i suoi discepoli lo
chiameranno come noi lo chiamiamo da sempre: RASCHBI, il NUOVO UOMO.
Dr. MARC HAVEN
(Emmanuel LALANDE)