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MASSAGGIO OLISTICO

Sono anni che il corpo umano e le sue funzioni attirano la mia attenzione, il mio interesse e stimolano la mia curiosità.

Ho partecipato a corsi di formazione o semplicemente stages , a volte per approfondire questo o quell'aspetto dell'approccio al corpo, notando che comunque avevano in comune ciò che mi aveva attirato fin dall'inizio nella mia ricerca, e cioè : il corpo, finché è vivo, contiene in sé le risorse per la guarigione.

La vita, è l'aspetto magico del corpo.

La possiamo chiamare energia vitale , Yin e Yang, comunque la chiamiamo, stiamo parlando di come viviamo e che uso facciamo del dono della vita.

Ne possiamo fare un problema o possiamo frammentare la nostra unità corpo – mente - spirito in: corpo, mente, spiritualità o religiosità creando una molteplicità di problemi.

Possiamo filosofeggiare sui vari aspetti esistenziali, ma giriamo intorno sempre e solo ad un'unica cosa: la Vita, in quanto dono da usare al meglio.

Salvo Zappalà
Presidente Associazione “Centro meDea ”


Cos'è il massaggio olistico?
E'comunicazione che arriva al cuore delle persone.

Il massaggio rappresenta un canale di comunicazione sia con se stessi sia con gli altri, oltre la parola, usando semplicemente il linguaggio delle mani, che hanno una capacità di comunicazione al di là del tempo, delle barriere nazionali, al di là dell'immaginabile.

Le mani possono arrivare all'anima, se, per anima, intendiamo la parte più pulita in assoluto da sempre e per sempre del nostro Essere.

Il massaggio è “amare” attraverso e per mezzo delle mani, senza più pensieri, forme-giudizio, dal cuore di chi massaggia al cuore di chi è massaggiato. “Amare” persone belle o meno belle, grasse o magre, malate o sane .

L'unico senso vero di un massaggio non è curare, ma arrivare al “centro” della persona e lasciare che il guaritore interno agisca e rimetta a posto le cose andate in disordine. L'energia appunto, l'energia vitale.

Con il massaggio il lucchetto del cuore si apre (perché non è mai stato veramente chiuso) e il benessere (ben-essere) comincia a fluire.

Chi è l'ammalato? Chi sta male?
Quello stesso “chi”, così come ha trovato la risorsa della malattia per sfuggire al proprio benessere, così ritrova la via di casa per stare bene di nuovo.

A volte la via è tortuosa, solo perché per mille e un condizionamento, siamo più attaccati e abituati a star male che a star bene.

Ci ricordiamo di avere un corpo solo quando duole, e conduciamo una vita in maniera presuntuosa senza rispettare l'ordine del creato.

Prima viene il corpo, poi viene scritta la piccola mente (credenze, condizionamenti, morale, ect.) che va a sovrascrivere la grande mente, quella del cuore, quel dono divino che ci differenzia dagli animali.

La piccola mente fa da tiranna e pretende di sapere, e spesso ci fa fare cose veramente simili alle torture: camminare sui talloni, martellando così la spina dorsale ad ogni passo, tenere in dentro la pancia (e fuori il sedere) impedendoci così di respirare a pieni polmoni e costringendoci a tenere il collo piegato all'indietro per stare dritti.

Potremmo andare avanti con un elenco interminabile e aggiungere il malessere di quanti e quali organi vitali siano legati ad una postura sbilanciata o ad una funzionalità corporea bloccata.

Il massaggio oltre a lenire il dolore superficiale, aiuta a prendere di nuovo contatto con l'armonia naturale del corpo e ripristinare l'ordine in base alla forza di gravità; e più il massaggio “affonda” nel corpo, più facile e veloce è il superamento dell'ostacolo.

Uso la parola affondare perché il corpo è acquoso al novanta per cento, per questo è facile arrivare in fondo, e in fondo, sotto tutto e tutti, lì c'è ancora intatto il motivo per cui siamo qui su questa terra. C'è il "sì" alla vita.

Prima di un massaggio, ( con quelle persone che sono “tutte nella testa” ad esempio), si può iniziare con un esercizio semplicissimo di grounding, e solo quando la persona sente di avere un corpo, può avvenire il “miracolo” del con-tatto di un massaggio, per questo chiamato Olistico, ossia a 360 gradi, poiché la persona viene trattata in tutta la sua globalità, dalle “radici” fino ai corpi più sottili, ovvero l'insieme energetico vitale.

Grounding vuol dire contatto con la terra, con l'energia della terra.

Nella nostra posizione eretta noi appoggiamo i nostri piedi sulla terra.

Nella metafora dell'albero i piedi e le gambe sono un pò le nostre radici, il tronco è rappresentato dalla parte che va dal bacino alla testa, le braccia sono i rami.

La posizione bilanciata del basso bacino parla di un buon grounding, ovvero di un corretto appoggio dei piedi alla terra, con conseguente buon uso dell'energia vitale, la bio-energia per l'appunto.

Senza buone radici un albero cresce faticosamente.

L'albero, come il corpo umano, trova il modo di bilanciarsi facendo crescere rami più a destra che a sinistra, più davanti che dietro, ma diventa contorto, magari interessante da vedere, ma meno imponente, e soprattutto non può crescere troppo in altezza altrimenti rischia di spezzarsi.

Così il corpo dell'umano, quando è sbilanciato, consuma molta energia per “stare in piedi così com'è” e soprattutto per bilanciare rotazioni e contratture spesso dovute a paure racchiuse in questa o quella parte muscolare.

La posizione grounding della Qi Gong ad esempio (disciplina praticata al Centro meDea ), chiede piedi paralleli distanti tra loro quanto la larghezza delle spalle ben aderenti al pavimento, così da favorire il fluire dell'energia da terra verso il cielo, ovvero nella linea della forza della gravità terrestre.

Attraverso l'osservazione delle persone definite ”patologiche”, come postura, come modo emotivo – relazionale, nasce il senso profondo del massaggio, applicando poi, una serie di tecniche di manipolazione del tessuto corporeo atte a ricordare o riattivare e soprattutto a far riconnettere ogni essere umano con la propria memoria cellulare e poter scegliere ognuno il proprio riallineamento così da star bene nel corpo.

Il cambiamento a volte può essere doloroso.

Paradossalmente a volte si sta meglio nelle proprie patologie che non nella guarigione.


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