Lo stesso intreccio di mistificazione e di autoconvinzione che abbiamo incontrato in situazioni e personaggi tedeschi del capitolo precedente si esprime con particolare evidenza in un fenomeno che ebbe rilievo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Si tratta della vicenda della già citata madame Blavatskij e del suo movimento teosofico, che come si è visto appassionava von List.
Sebbene risultasse sufficientemente dimostrato che le manifestazioni psichiche grazie alle quali la signora Blavatskij (Helena Petrovna Han, nata in Russia nel 1831) affermava di entrare in contatto con antichi maestri indiani e tibetani, fossero il frutto di abili trucchi, il movimento da essa fondato continuò ad avere qualche credibilità, tanto che per la sua successione entrarono in competizione Rudolf Steiner e Annie Besant. Il primo, con la sua scuola antroposofica e i suoi metodi educativi, gode tuttora fama di illuminato e di progressista. La seconda, prima di sconfiggerlo nel controllo della società teosofica, era socialista e femminista militante. Questo punto di contatto tra personalità di formazione progressista e una esperienza che poi avrebbe influenzato la destra più radicale sino al nazismo, è rilevante per capire la temperie culturale, anteriore al primo conflitto mondiale, nella quale si formò Hitler.
L'aspetto essenziale della predicazione di madame Blavatskij è la pretesa rivelazione di una " dottrina segreta ", di una sorta di controstoria dell'umanità che comporta la trasmissione di messaggi e di qualità particolari a una cerchia di iniziati da parte di grandi maestri del passato. La signora è a Londra nel 1851, in India negli anni successivi; si sa poco di lei fino al 1873, quando giunge a New York ove due anni dopo fonda la Società teosofica (insieme al colonnello Henry Steel Olcott) e pubblica nel 1877 i due volumi di Isis Unueiled (Iside Svelata). Considerato dalla stampa " spazzatura da buttare",' questo testo ebbe però fortuna. La tesi di fondo è che l'universo è permeato da un etere psichico definito Akasa (termine indù che significa spazio), che registra gli eventi, per cui quelli del passato possono essere letti da persone con doti particolari, potenziate dal contatto con quelli che vengono chiamati istruttori occulti. Attraverso queste "registrazioni akasiche " e la lettura del misterioso testo Le stame di Dzyan scoperto nel Tibet, viene ricostruita una fantastoria dell'umanità.
Essa avrebbe avuto origine da esseri extraterrestri (definiti costruttori e formatori), i quali compirono diversi esperimenti di " razze prova ", la prima di esseri invisibili, la seconda stanziata nel nord dell'Asia, la terza su un continente nell'oceano Indiano ora scomparso (Mu o Lemuria), la quarta ad Atlantide, la quinta quella attuale.
Per quanto stravagante, questa ricostruzione (che, a parte gli extraterrestri, presenta analogie con la cosmogonia esiodea) ha dato luogo a una letteratura assai diffusa e a molti imitatori. Anche dopo che nel 1884 un rapporto di Richard Hodgson (incaricato dalla Società di ricerche psichi-che, che mirava a dare veste scientifica a fenomeni paranor-mali) ebbe dimostrato che madame Blavatskij ricorreva a trucchi di vario genere per simulare rapporti con " istruttori occulti ", la " veggente " non fu completamente screditata. Da Wurzburg si trasferì a Londra (altro ponte tra Germania e Inghilterra), dove riprese le sue tesi ne La dottrina segreta che ebbe ampia diffusione dopo la sua morte avvenuta nel 1891. I suoi seguaci continuarono a ritenere questa fantastoria del tutto attendibile e un membro della società teosofica, Scott Elliot, pubblicò due libri {La storia di Atlantide, 1895 e La perduta Lemuria, 1904) nei quali raccontò quanto sosteneva di avere appreso a sua volta dalle " registrazioni akasiche".
Queste furono alla base di una fantageografia che si sviluppò insieme alla fantastoria. Già madame Blavatskij aveva descritto la fine di Atlantide come conseguenza anche di uno scontro tra i suoi sapienti (che usavano poteri occulti a fini malefici) e i saggi maghi di una città chiamata Sham bha lah. Scott Elliot continuò il racconto nel testo del 1895, affermando che i potenti maghi di Atlantide insistendo nell'uso dei loro poteri a fini malefici ruppero il legame con gli "istruttori occulti" trasformando la positiva magia bianca in una negativa magia nera. Essa sconvolse l'equilibrio naturale, provocando grandi cataclismi. I maghi malvagi non desistettero, comunque, dai loro propositi. Gli istruttori occulti, definiti dallo scrittore "iniziati", si trasferirono allora in Egitto poco prima che Atlantide fosse definitivamente sommersa.
Si cominciò allora a discutere sulla possibile ubicazione della mitica Atlantide, di cui già aveva parlato Platone e che Scott Elliot collocava almeno in parte nell'emisfero boreale a partire dall'attuale Groenlandia. L'intreccio tra questa fantageografia e l'antica convinzione che la culla dell'umanità fossero le catene montuose tra l'India e il Tibet, fece collocare in quest'ultima regione Sham bha lah, sede dei maghi buoni e dell'antica sapienza. E il celebre esploratore svedese Sven Hedin, scopritore delle sorgenti del Brahmaputra, si mise tra il 1899 e il 1902 alla ricerca di Sham bha lah. Non la trovò, ma raccontò i suoi viaggi tra la Mongolia e il Tibet nel secondo volume de Im Herzen vom Asien (Nelle nebbie dell'Asia), pubblicato a Lipsia nel 1905. In questa città nel 1912 venne fondata una Germanen-Thule-Sekte che anticipa il Germanen Orden del 1913 e la Thulegesellschaft del 1918, dalla quale deriva direttamente il partito nazista. Sven Hedin sarà poi un sostenitore e un propagandista della Germania nazista durante il conflitto 1939-1945.
Bracher ha colto una parte della realtà quando definisce quegli Orden e Sekte "banditori di teorie germanomani e an-tisemite con infiltrazioni occultiste, i cui scritti probabilmente suggestionarono a Vienna anche il giovane Hitler".2 Quelle occultiste non erano semplici infiltrazioni, ma una cultura intessuta di fantastoria e fantageografia (Thule era la mitica Atlantide, patria degli iperborei), al centro della quale stava un potere occulto trasmesso da iniziati. Hitler poteva ritenersi erede di questo potere e non già dei maghi cattivi apportatori di rovina, ma di quelli benefici costruttori di una nuova umanità.
Si possono così spiegare le sue affermazioni a Rausch-ning, sulle quali si tornerà; e si può anche capire come abbia equivocato la storiografia di destra volta a negare le influenze occulte nel nazismo, criticando come senza fondamento le tesi de // mattino dei maghi. Quest'opera effettivamente utilizza Rauschning e altre fonti per presentare Hitler come erede più o meno cosciente dei maghi cattivi ed espressione del " demoniaco ", così come demoniaci sarebbero i " superiori sconosciuti " ai quali egli accenna. Ma Hitler riteneva positivo il suo contatto con l'occulto, i superiori sconosciuti erano i saggi " iniziati " del passato. Si può capire come Rauschning abbia ritenuto di essersi imbattuto nelle aberrazioni di un " posseduto ": è l'immagine che egli ha trasmesso e che Pauwels e Bergier hanno raccolto.
Si riprenderà questo tema nel quarto capitolo e in parte nel settimo. Ora è necessario ampliare la riflessione sull'origine di una fantastoria che avrebbe indotto un esploratore serio e apprezzato come Sven Hedin prima a ricercare le terre degli Arii e la leggendaria Sham bha lah e poi a farsi sostenitore della guerra hitleriana. E per ampliare il campo e risalire alle origini della fantastoria e ritrovare Sham bha lah come capitale del mitico regno di Agharti, sede della saggezza primigenia, è necessario ricordare l'esperienza francese, circa la quale già si è accennato a Schuré, autore de I grandi iniziati e a contatto coi circoli wagneriani nei quali si diffondono le teorie del razzismo e del primato ariano.
Schuré esalta continuamente come suo maestro Fabre d'Olivet, che viene considerato " il primo dei grandi occultisti del XIX secolo".3 Dapprima membro del club dei giacobini, studioso di ipnotismo e della lingua ebraica, si afferma, nei primi tré decenni dell'Ottocento, fondatore di una scienza che definisce " psicurgia " volta a utilizzare appieno l'energia mentale, usando la quale si possono cogliere verità del passato simili alle citate " registrazioni akasiche ". Egli elabora così una straordinaria epopea, volta a dimostrare la prevalenza dei celti su tutti gli altri popoli e il valore esemplare dell'impero teocratico fondato dal druido Ram seimila anni prima di Cristo. Ram diviene Rama in India, Osiride in Egitto, Dioniso in Grecia.4
Il continuatore di Fabre, Saint-Yves, dapprima modesto insegnante in Inghilterra e poi a Parigi, divenuto marchese d'Alveydre (1880), dopo un fortunato matrimonio, completa la fantastoria con la fantageografia. È importante rilevare che egli vive in Inghilterra (esule durante l'impero di Napoleone III) negli anni nei quali sorgono le già citate associazioni "occulte". È probabile un suo contatto con quegli ambienti e col loro interesse per la politica, tanto che in Francia elaborerà una teoria di governo opposta, così afferma, all'anarchia e che definisce sinarchia, espressione che sarà adottata da un movimento di estrema destra (collegato coi cagoulards che uccidono nel 1937 i fratelli Rosselli), il quale propugna per la Francia una soluzione politica di tipo fascista.
Se questi aspetti vanno tenuti presenti, il contributo specifico di Saint-Yves alla presente ricostruzione è comunque il libro Mission de l'Inde en Europe, scritto dopo un incontro con l'indiano Hardji Schariff nel 1887, distrutto prima della diffusione per il timore che risultasse inattendibile, pubblicato nel 1910. Saint-Yves afferma di aver visitato per sdoppiamento il territorio di Agharti, paese di venti milioni di abitanti del quale Sham bha lah potrebbe essere la capitale. È questa la sede dell'antica sapienza dei maghi saggi.
Saint-Yves era stato preceduto nella "scoperta" di Agharti dal viaggiatore e scrittore Louis Jacolliot, console di Francia a Calcutta. Questi non pretendeva di esserci stato. Dopo aver scritto Bible dans l'Inde, Vie de J'ezeus Christna (1868), aveva pubblicato nel 1875 Histoire des Vierges, racconto di viaggi in paesi inesplorati nel quale citava la tradizione indiana che parlava della leggendaria terra. Jacolliot è citato nel fondamentale studio di Leon Poliakov tra i protagonisti antisemiti della costruzione della teoria ariana:
È un poligrafo la cui popolarità al suo tempo è attestata dal posto che egli conserva nelle bibliografie e nei cataloghi. Dopo aver salutato "l'India, luogo d'origine del genere umano, vecchia nutrice dalle mammelle prosperose ", proponeva un'altra versione della religione indoaria universale. Mosè era Manu (Manu-Manes-Mi-nos-Mosè), Gesù era Zeus (Zeus-Jezeus-Isis-Gesù); queste etimologie intrepide, sostenute dalle apocrife " leggi di Manu " che egli pretendeva di aver ritrovato, permettevano a Jacolliot " di fare risalire all'alta Asia le origini della Bibbia e di provare che, poiché l'influenza e i ricordi del luogo di origine continuano ad arrivare attraverso le epoche, Gesù Cristo è giunto a rigenerare il mondo nuovo seguendo l'esempio di Jezeus Christna, che aveva rigenerato il mondo antico". Infatti l'Antico testamento non era per Jacolliot che un'accozzaglia di supertizioni, gli Ebrei un popolo " avvilito e stupido " e Mosè "uno schiavo fanatico, educato per carità alla corte dei Faraoni ". La Bible dans l'Inde conobbe in alcuni anni otto edizioni e almeno un seguace prestigioso nella persona di William Gladstone.5
È presumibile che oltre a un " seguace prestigioso " come il primo ministro inglese, Jacolliot ne abbia avuti in Inghilterra altri, meno prestigiosi, ma non poco influenti: gli aderenti ai gruppi rosacrociani e alla Golden Dawn, alla ricerca delle origini della sapienza primordiale.
Questa apertura di riflessione sui rapporti tra l'occultismo inglese e quello francese — già riscontrato nella vicenda di Eliphas Levi e Crowley — ci permette di cogliere due aspetti dei precedenti culturali che influirono sui processi decisionali di Hitler e della élite nazista: il virulento antisemitismo e la valutazione della Francia.
L'antisemitismo nazista ha infatti una componente legata alla cultura esoterica. Da un lato gli ebrei sono visti come una specie di non uomini o di sotto-uomini (frequenti le espressioni di Hitler in proposito), un giudizio negativo anticipato da quello sprezzante di Jacolliot. Dall'altro essi sono temuti come concorrenti in quanto depositar!, visti come " degenerati ", di una sapienza originaria, che in qualche modo avevano ereditato e distorto, come i malvagi maghi di Sham bha lah. Questo secondo aspetto ha i suoi precedenti negli studi sui poteri occulti garantiti dalla Cabala ebraica ed è giunto alla cultura di massa attraverso il film di successo I predatori dell'arca perduta, che vede nazisti e americani in concorrenza per recuperare antichi poteri di geni del male.
Il secondo aspetto — la valutazione hitleriana della Francia in rapporto all'Inghilterra — è di rilevante importanza sul piano del processo decisionale. Si vedrà nel settimo capitolo che la svolta nella politica hitleriana che porterà alla guerra mondiale parte dalla rimilitarizzazione della Renania (febbraio-marzo 1936) non consentita dal trattato di Versaglia. Il mondo rimase stupito dalla mancanza di reazione da parte della Francia (in grado di sconfiggere rapidamente la divisione tedesca mandata sul Reno), che Hitler aveva previsto, contro l'opposta valutazione dello stato maggiore tedesco.
Questa previsione si basava sulla convinzione del Führer (espressa nel Mein Kampf) che, diversamente dall'Inghilterra, la quale conservava uno spirito imperiale, la Francia era votata a una inarrestabile decadenza, perché dominata dalle influenze ebraiche oltre che massonico-democratiche.
A questa valutazione — che apparteneva alla cultura politica tradizionale — Hitler aggiungeva probabilmente la convinzione di essere dotato di qualche forma di preveggenza e quella che in Francia esistessero gruppi ristretti di formazione culturale " ariana " — era il paese di Gobineau — che potevano appoggiare la sua politica di "restauratore" del ruolo della razza bianca nel mondo. Vi erano inoltre settori importanti dell'alta borghesia francese che'stavano per adottare il motto " meglio Hitler del fronte popolare " (che si era costituito e si preparava a vincere le elezioni dell'aprile-maggio 1936).
Effettivamente quando scoppiò la guerra la Francia la combattè senza convinzione sino alla rapida sconfitta del giugno 1940 e si sviluppò un forte movimento per una aperta collaborazione con la Germania. In questo movimento confluirono (e spesso si scontrarono) posizioni diverse, dal populismo originato dalla sinistra già marxista (Doriot, Déat), a una destra nella quale era forte una tradizione con componenti esoteriche (torneremo sulla valutazione, errata ma significativa, secondo la quale il nazismo sarebbe stato una combinazione tra Rene Guénon e le panzerdivisionen).
Questo precedente può spiegare la politica hitleriana verso l'Inghilterra sino al viaggio di Hess del maggio '41. Questo paese era più solido della Francia. Era un naturale alleato della Germania nel conflitto secolare per il rilancio della " razza bianca " e per la sconfitta del bolscevismo come estrema manifestazione della " congiura ebraica " (con tutta la letteratura in proposito che il Mein Kampf riprende, sino ai famosi Protocolli dei savi di Sion). Hitler rimase convinto sino allo scoppio della guerra che vi fosse in Inghilterra una forte tendenza politica disposta a patteggiare con la Germania la sua egemonia nell'Europa continentale in cambio della continuità dell'impero britannico (oltre che della lotta al comunismo). Questa tendenza era fronteggiata dall'influenza ebraico-democratica, che Hitler vedeva simboleggiata in Churchill, oggetto della sua personale animosità (una questione sulla quale si tornerà).
La tradizione "occultista" che aveva stabilito un ponte tra Germania e Inghilterra, le società " esoteriche " che, come si è visto, comprendevano settori influenti delle " classi alte ", da sempre ritenute ostili alla liberal-democrazia, furono alla base del tentativo di cercare interlocutori alla vigilia dell'attacco all'Urss: se ne erano trovati in Francia, perché non cercarli in Inghilterra? Vi fu quasi certamente un dibattito e forse uno scontro nel vertice nazista del quale Hess fu uno dei protagonisti.
Jacolliot è appunto uno dei predecessori francesi della evoluzione politico-culturale sulla quale Hitler contava per presentarsi come campione dell'Europa ariana. L'idea che Cristo abbia avuto esperienze in India nei lunghi anni vuoti che intercorrono tra l'infanzia e la predicazione narrata dai Vangeli, ha dato luogo a una vasta letteratura. Questa idea si collocava nel quadro di una fantastoria e di una fantageografia delle quali madame Blavatskij era stata precorritrice e che all'inizio del secolo avrebbe avuto un ulteriore sviluppo proprio con uno studioso indiano, Lokamanya Bai Gangadhar Tilak.
Prima di trattarne e sempre per capire quanto influente fosse questa corrente culturale che intrecciava occultismo e fantastoria, è opportuno riprendere la riflessione sul fatto che Rudolf Steiner entrò in contatto col movimento teosofico e aspirava ad avervi un ruolo di guida, che poi fu assunto (nel 1908) precisamente da un giovane indù, Jiddu Krishnamurti (che rinunciò al ruolo nel 1929).
Steiner, studioso di Schiller e di Goethe, autore di una Filosofia della libertà che aveva avuto buona accoglienza anche in ambito accademico, era un intellettuale di prestigio quando nel 1900 accettò di tenere una serie di conferenze alla società teosofica di Berlino e continuò a collaborare con la società negli anni successivi. Nonostante la parziale diversità delle posizioni vi acquistò un notevole prestigio, tanto da poter aspirare a dirigerla fino a che il gruppo guidato da Annie Besant non riuscì a imporre il giovane indù. Anche per questo motivo, oltre che per la crescente divergenza di posizioni, Steiner ruppe con la società nel 1912.
Ma i suoi legami con la cultura occultistica continuarono. Nel 1909 aveva raccolto una serie di conferenze tenute a Budapest (egli era nato in Ungheria nel 1861) sotto il titolo " L'esoterismo rosacrociano ". Nel libro Memoria cosmica riprendeva la fantastoria di origine blavatskijana. Già nel 1909 si era aperto un conflitto nell'ambito della società teosofica, perché Steiner insisteva affinchè essa fornisse il suo appoggio alla rappresentazione di opere di Schuré (già incontrato come ammiratore di Wagner e del suo circolo occultisti-co-razzista). Ne era protagonista l'attrice Marie von Sievers (che sposò lo stesso Steiner). Nel 1907 era stata rappresentata una ricostruzione dei misteri eleusini. Nel 1909 un secondo esperimento teatrale avrebbe dovuto aver luogo a Monaco, durante il congresso che Steiner aveva promosso all'insegna di una concezione che stava elaborando e che definiva antroposofia in collegamento con la teosofia della società, i cui dirigenti non condivisero l'opportunità dell'iniziativa. Da qui i contrasti sino alla rottura del 1912.
Questi eventi sono significativi, perché dimostrano l'influenza della cultura occultistica nei primi anni del secolo e in particolare nelle stesse zone (come Monaco) nelle quali queste tendenze si sarebbero in parte coagulate nel nazismo. E Steiner diede comunque il suo apporto — oltre che a una teoria educativa per la quale è tuttora apprezzato — a una fantastoria che troviamo anche alle origini della Thule Gesellschaft. Un riassunto di Memoria cosmica è a questo proposito illuminante, tanto più che Steiner come Scott Elliot e madame Blavatskij si basava sulle " registrazioni akasiche ", che egli definisce " le cronache di Akasa ", per cui " colui che ha acquistato la capacità di vedere nel mondo spirituale arriva a conoscere gli eventi passati nel loro carattere eterno. Essi non si pongono di fronte a lui come testimonianze morte della storia, ma nella loro completa vita. In un certo senso quello che è accaduto avviene davanti a lui. Oggi sono ancora obbligato a tacere l'origine delle informazioni a me date. Anche chi non sa nulla a proposito di queste fonti capirà perché non può essere diversamente. Ma potrà succedere qualcosa che mi permetterà di rompere questo silenzio e forse molto presto ".6
Colin Wilson, autorevole nell'ambito dei tentativi di analizzare scientificamente i fenomeni parapsichici; rileva ironicamente: " Pare che Steiner non abbia mai mantenuto la sua promessa".7 Si può comunque osservare che una cesura anche nel comportamento dei gruppi occultistici fu rappresentata dal primo conflitto mondiale. È dopo di esso che questi operano in Germania per un intervento politico diretto, in senso sempre più autoritario, mentre Steiner rimane fondamentalmente un liberal-democratico. Egli abbandona quindi il campo dell'esoterismo per quello della pedagogia, entrando in aperto conflitto coi precursori del nazismo.
Dobbiamo comunque a Wilson un efficace riassunto della tesi di Steiner: "L'essere umano è formato da quattro "corpi". Quello fisico è animato dal corpo etereo, visibile ai chiaroveggenti che lo chiamano "aura", Bergson invece lo chiamava "slancio vitale", mentre Shaw "forza vitale". Vi è poi il "corpo astrale", il quale, secondo gli occultisti, può uscire dal corpo fisico in talune condizioni. Al di sopra di tutto questo vi è l'ego, il principio dell'individuo. L'uomo ha sviluppato lentamente questi corpi, uno per uno, in lunghi periodi di tempo. È la sola creatura sulla terra che possiede l'ego col quale coordina gli altri tré corpi. Lavorando su questi corpi inferiori può creare tré corpi superiori: una coscienza spirituale, un corpo spirituale, un'anima estrema che gli indù chiamano "atman", la cui natura è identica a quella di Dio".8
In questa sintesi dei principi dell'antroposofia troviamo citati socialisti gradualisti come Shaw e filosofi come Bergson, apprezzato da Gramsci, ma che aveva, come si vedrà, rapporti indiretti con la Golden Dawn. Sono indici dell'influenza culturale dell'occultismo all'inizio del secolo e la possibilità di conseguire poteri superiori sarà alla base del nazismo " magico " di Hitler. I principi ora esposti si collegano a una fantastoria di lungo periodo, nel quale si sarebbero sviluppati questi diversi " corpi ".
L'uomo cominciò ad evolversi attorno a una specie di "primitiva nebulosa". Mentre i corpi aumentavano gradualmente di densità, gli uomini persero il loro potere di plasmarsi e cominciarono a divenire schiavi della materia. Con l'evoluzione degli uomini in lemuriani si svilupparono le passioni violente, perché la materia condizionava l'uomo più velocemente di quanto gli occorresse per imparare a controllarla. I suoi desideri malvagi crearono violente forze naturali, le quali distrussero Lemuria. Atlantide esisteva già. Gli atlantidi sono stati i nostri antenati. Poiché la nostra razza — la quinta razza fondamentale — aveva perso i suoi poteri naturali di chiaroveggenza, abbiamo dovuto sviluppare alcune qualità alternative. Abbiamo quindi sviluppato la forza della ragione. La prima sottorazza (della quinta razza), gli indiani, erano essenzialmente "spirituali ". La seconda, i persiani, accettavano la materia e per loro la vita era una battaglia tra la materia e lo spirito, nella quale lo spirito era il bene e la materia il male. La successiva sottorazza, gli egiziani-caldei-babilonesi, si avvicinò di un passo nell'" accettare " la materia. Poi arrivò la sottorazza greco-romana, la quale si spinse persino troppo lontano nell'accettare il mondo della materia. Il compito dell'uomo moderno dovrebbe essere quello di riequilibrare gli opposti punti di vista fra gli indiani e i romani: trattare la materia come un alleato, senza tuttavia arrendersi ad essa.9
Questa l'impostazione di Steiner alla vigilia del conflitto mondiale, allorché gli venne offerto di proseguire l'attività del suo teatro sperimentale a Dornach, in Isvizzera. Qui creò il Goetheanum. Tornò in Germania dopo la guerra per fondare a Stoccarda, nel 1920, la sua scuola a Waldorf, per una educazione basata sullo sviluppo della persona e non sulla disciplina. Fondò anche una cllnica e una fattoria per la sperimentazione del metodo biodinamico in agricoltura. Svolse un'azione pionieristica per l'educazione di piccoli handicappati. Fu probabilmente questa una delle ragioni dell'ostilità dell'estrema destra tedesca, che col nazismo avrebbe teorizzato l'emarginazione e la sterilizzazione dei colpiti da tare ritenute ereditarie. Osteggiato, minacciato, distrutto il Goetheanum da un incendio forse provocato da nazisti penetrati in Isvizzera, Steiner ne avviò la ricostruzione, ma stanco e malato si spense nel 1925, affidando ai successori la continuazione della sua attività, che nel campo della educazione continua col " metodo steineriano ".
Questa vicenda illumina la frattura che si verificò nella tradizione dell'occultismo dopo la guerra, tra alcuni suoi precedenti legati a una tradizione liberale e quelli che avrebbero ispirato scelte autoritarie. L'epicentro della fantastoria di cui abbiamo visto le premesse ebbe comunque uno sviluppo importante nel decennio antecedente il conflitto attraverso l'opera di Tilak.
Propugnatore dell'indipendenza dell'India, per la quale lottò nel partito del Congresso, detenuto per sei anni in carcere in Birmania, aveva quasi cinquant'anni (era nato nel 1856) quando pubblicò nel 1903 a Poona La dimora artica dei Veda (ora ne esiste una traduzione italiana, edizioni Ecig, Genova). Il testo giunse in Europa con l'autore, che nel 1904 a Parigi incontrò probabilmente Rene Guénon, influenzandone l'orientamento verso gli studi induistici. Attraverso lo studio dei testi e dei miti vedici, Tilak (al cui nome sarebbe stato aggiunto l'attributo Lokamanya, Onorato dal mondo intero) giunse alla convinzione che l'Urvolk, gli iperborei che avrebbero dato origine agli Arii, provenivano dal polo artico.
Una sua descrizione delle età geologiche e delle glaciazioni induce Tilak a ritenere che prima di una supposta inclinazione dell'asse terrestre il polo nord godesse di un clima molto favorevole all'insediamento umano. Sarebbe stata questa inclinazione, col conseguente mutamento del clima in gelido, che avrebbe indotto l'Urvolk a scendere verso l'Eurasia, in un processo migratorio che si colloca tra gli otto e i diecimila anni fa. Dai primi insediamenti in India si giunge agli ultimi in Grecia e a Roma, attraverso i Celti e i Germani.
Buon conoscitore della cultura anche scientifica dell'Occidente, Tilak diede un contributo rilevante, nel decennio che precede la prima guerra mondiale, al rinverdimento della tradizione culturale che fa degli Arii e degli indo-germani i detentori di una antica sapienza e i costruttori di civiltà, che è una tradizione fondamentale per capire i precedenti del nazismo, come documenta il citato testo di Poliakov.10
Tilak morì nel 1920. Ma la sua fantastoria basata su mutamenti cosmici avrebbe trovato presto un continuatore parti colarmente influente in Austria e Germania: l'ingegnere austriaco Hans Horbiger. Contemporaneamente un'altra avventurosa fantastoria rinverdiva il mito di Agharti, la " inafferrabile ", secondo la traduzione dell'espressione che ne aveva dato Jacolliot.
Nel 1924 veniva pubblicato a Parigi il libro Bestie, uomini e dei di Ferdinand Ossendowski. Ingegnere, ministro delle finanze del governo "bianco" dell'ammiraglio Kolchak, egli aveva combattuto contro i bolscevichi nella Divisione asiatica di cavalleria del barone Roman Fiodorovic von Ungern-Sternberg, l'ultimo residuo degli eserciti controrivoluzionari che tentavano di difendere una Mongolia e una Siberia sottratte al controllo del governo sovietico. Sconfitti e fucilati sia Kolchak che von Ungern-Sternberg (quest'ultimo nel settembre '21: un anno dopo l'armata rossa sarebbe giunta a Vladivostok), Ossendowski riusciva invece a giungere in Occidente dopo quella che egli presentava come una rocambolesca fuga nel corso della quale avrebbe anche attraversato (senza lo "sdoppiamento" di Saint-Yves) la terra di Agharti. Nel libro esaltava l'epopea della Divisione asiatica e del "barone pazzo" (come affettuosamente lo chiamavano anche gli amici) che la guidava.
Egli era affiliato a una setta che praticava il tantrismo (al quale dedicherà la sua attenzione Julius Evola), parlava dell'Agharti e di Sham bha lah (definita terra degli iniziati), vedeva nella rivoluzione russa la vittoriosa congiura delle forze del male analoghe a quelle che avevano sommerso le antiche terre della saggezza e cui andava contrapposto il principio solare, simboleggiato dalla svastica che campeggiava sulle sue insegne. Nell'ultimo rapporto ai suoi ufficiali tenuto ai primi d'agosto del '21, li informava che invece di ripiegare verso Est (e una possibile salvezza) intendeva dirigersi a Ovest e poi a Sud per raggiungere una fortezza spirituale tibetana dove mantenere viva la fiaccola della liberazione del mondo dalle forze del male.
Verso Ovest andò invece incontro alla morte, piccolo episodio di una decisione presa per ragioni inerenti alla cultura "occulta", che anticipa decisioni di ben più ampia portata sulle quali influì la stessa cultura e prese da un altro leader sulle cui insegne campeggiava la svastica: Hitler, come si vedrà nei capitoli successivi.
Seconido il suo racconto, toccò invece ad Ossendowski raggiungere Agharti e viverne le esperienze. Il libro venne criticato da Sven Hedin, che trovava inattendibile la descrizione degli itinerari tra gli Aitai e la Zugaria. Trovò invece un difensore in Rene Guénon, che presentò il libro a Parigi e in seguito nella sua pubblicazione // Re del Mondo. Guénon aveva già scritto Introduzione generale allo studio delle dottrine indù (1921), non era ancora come sarebbe poi diventato, la maggiore autorità del pensiero tradizionale, ma il suo avallo a Bestie, uomini e dei fu di grande importanza, anche perché lo studioso francese era un critico risoluto delle componenti spiritistiche fortemente intrecciate con la fantastoria e la fantageografìa (ispirate dalle rivelazioni di anime trapassate).
L'influenza e la voga dello spiritismo erano dilagate in Europa dopo la genesi negli Stati Uniti, in quello stesso marzo 1848 che aveva visto nel nostro continente le rivoluzioni e nella cittadina di Arcadia, presso New York, l'inizio della celebre storia delle medium sorelle Fox." La teosofia di madame Blavatskij si era diffusa quando l'ondata spiritista (o spiritualista) era giunta al culmine, nonostante le molte delusioni e mistificazioni tra i suoi adepti, tra i quali scoppiavano periodicamente contese feroci.
Guénon imposta il problema rilevando che "sarebbe un grave errore confondere occultismo e spiritismo. Non esiste infatti tra i due movimenti alcuna analogia, ma al contrario un chiaro antagonismo che si rivela in termini più accesi e violenti negli spiritisti e con maggior discrezione negli occultisti ".12 In realtà possiamo constatare talvolta una confluenza e talvolta una contrapposizione tra i due movimenti e aspetti occultisti e componenti medianiche sono stati in seguito rilevati negli studi sulla personalità di Hitler.
Lo studioso francese scrive comunque nel 1921 La teosofia, storia di una pseudo-religione (nello stesso anno della Introduzione) e L'erreur spirite (nel 1923), nei 'quali critica tanto il blavatskijsmo quanto il Circolo di studi esoterici, che sviluppava le tesi medianiche proposte dal 1890 dal direttore del laboratorio di ipnoterapia dell'Ospedale della Carità di Parigi, Gerard Encausse, divenuto celebre come Papus. Si può ritenere che Guénon " si senta più vicino a Eliphas Levi ",13 ma nel complesso egli si qualifica per lo sforzo di precisare la dottrina esoterica tradizionale in contrapposizione alle frequenti mistificazioni spiritistiche.
È quindi sulla base di questo suo prestigio che acquista rilevanza l'avallo a Ossendowski, nei termini che ribadisce nel 1927 ne // Re del Mondo, del quale è utile citare l'inizio, un passaggio fondamentale e la conclusione.
Dopo aver ricordato il testo di Saint-Yves "prima del quale non era stata fatta menzione in Europa nè dell'Agharti nè del suo capo, il Brahmatma, se non da uno scrittore di scarsa serietà, Louis Jacolliot",14 Guénon continua così:
Ossendowski [scrive] racconti quasi identici a quelli di Saint-Yves; e i molti commenti che hanno accompagnato questo libro ci offrono l'occasione di rompere il silenzio sulla questione dell'Agharti. Spiriti scettici o malevoli non hanno mancato di accusare Ossendowski di aver semplicemente plagiato Saint-Yves, [ma] le concordanze non ci convincono affatto della realtà del plagio; è nostra intenzione del resto non addentrarci in questa sede in una discussione che, in fondo, ci interessa ben poco. D'altra parte, se Ossendowski avesse parzialmente copiato la Mission de l'Inde non vediamo perché avrebbe omesso certi passi di grande effetto, nè perché avrebbe cambiato la forma di certe parole, scrivendo per esempio " Agharti " invece di " Agarttha ", il che invece si spiega molto bene qualora egli abbia ottenuto da fonte mongola le informazioni (gli avversar! di Ossendowski hanno voluto spiegare questo fatto sostenendo che egli aveva avuto tra le mani una traduzione russa de Mission de l'Inde, la cui esistenza è molto problematica, dato che gli eredi stessi di Saint-Yves lo ignorano. E stato anche rimproverato a Ossendowski di scrivere " Om " mentre Saint-Yves scrive " Aum "; ma se "Aum" è la rappresentazione del monosillabo sacro scomposto nei suoi elementi costitutivi, è pur sempre " Om " la trascrizione corretta che corrisponde alla pronuncia reale, sia in India, sia in Tibet e Mongolia)... Ma intendiamo rimanere assolutamente estranei a qualsiasi polemica e questione personale; se citiamo Ossendowski e Saint-Yves è solo perché quello che hanno detto può servire come punto di partenza per considerazioni che nulla hanno a che vedere con quanto si potrà pensare dell'uno e dell'altro.15
Guénon definisce " di scarsa serietà " Jacolliot, che si era limitato a riportare quanto aveva sentito; non riserva lo stesso giudizio per Saint-Yves e per Ossendowski, che ad Agharti sostenevano di essere stati, o " sdoppiati " o di persona. E scende in dissertazioni quasi filologiche sull'uso dei termini o resistenza di traduzioni. Questo non ci dovrebbe stupire, se considerassimo i dibattiti che si svilupparono nel periodo in esame in ambito esoterico con lo stesso criterio col quale giudichiamo polemiche politiche o controversie scientifiche. Anche in questi campi personaggi di prestigio e studiosi autorevoli dibattono con asprezza, per esempio, attorno all'interpretazione di una frase di Marx o di Engels o sulla teoria dei quanti. Gli scontri tra persone, gruppi e correnti della cultura esoterica, a parte l'ambito specifico, non hanno una portata o un significato diverso.
Un brano centrale de // Re del Mondo stabilisce una relazione tra Agharti e le concezioni sui diversi "corpi" (alla Steiner) e tra macrocosmo e microcosmo (secondo l'astrologia e l'alchimia rinascimentali). Scrive Guénon riprendendo i due autori citati:
II capo supremo dell'Agallili porta il titolo di Brahatma [sarebbe più corretto scrivere Brahmatma], supporto delle anime nello spirito di Dio; i suoi due coadiutori sono il Mahatma, rappresentante dell'anima universale, e il Mahanga, simbolo di tutta l'organizzazione materiale del Cosmo: questa è la divisione gerarchica che le dottrine occidentali rappresentano mediante il ternario spirito, anima, corpo e che è qui applicato secondo l'analogia costitutiva del Macrocosmo e del Microcosmo. L'espressione "Re del Mondo" intesa in senso stretto in rapporto col mondo terrestre sarebbe assai inadeguata; ben più esatto sarebbe attribuire al Brahatma quella di "Signore dei tre mondi"... Dice Ossendowski: "il Re del Mondo è raggiante di luce divina". La Bibbia ebraica dice esattamente lo stesso di Mosè quando scese dal Sinai... La funzione di legislatore che è propria di Mosè presuppone necessariamente una delega del potere che il nome di Manu designa; " II Re del Mondo" disse un lama a Ossendowski "è in rapporto con tutti i pensieri di tutti coloro che dirigono il destino dell'umanità. Conosce le loro intenzioni e le loro idee. Se esse piacciono a Dio, il Re del Mondo le favorirà col suo aiuto invisibile; se dispiacciono a Dio, il Re provocherà il loro fallimento. Tale è il potere dato all'Agharti mediante la scienza misteriosa di Om".16
È facile constatare come le etimologie sono analoghe a quelle di Jacolliot: Mosè, Manu; vi è il riferimento a una scienza misteriosa che, essendo Sham bha lah il centro di Agharti, è analoga a quella dei buoni maghi dei teosofi. Vi è un fondo comune in questa sorta di "filosofia occulta" tra Guénon e coloro coi quali egli polemizza. E quando si ricordino le discussioni storiografiche attorno al rapporto tra Hitler e la religione, al problema di quale fosse il dio al quale faceva appello alla fine dei suoi proclami con i quali annunciava sempre nuove invasioni, il "Gott mit uns" [dio con noi] che orna anche la fibbia dei cinturoni dei corpi scelti Ss, il riferimento possibile è al dio di questa cultura che mette la misteriosa scienza di Om al servizio delle imprese che egli approva.
Poco prima del brano ora citato, Guénon precisava: "La confusione tra l'aspetto luminoso e l'aspetto tenebroso costituisce propriamente il satanismo; e appunto in tale confusione cadono, involontariamente e certo per ignoranza (il che è una scusa, ma non una giustificazione), coloro che credono di scoprire un significato infernale nella designazione di Re del Mondo".17
Guénon, che avrebbe poi scritto Considerazioni sulla vita iniziatica (1946) e altri scritti sulla pseudoinitiation, tocca qui il punto centrale del dibattito in ambito esoterico: il massimo della prassi negativa (quello che i marxisti "ortodossi" imputano ai "revisionisti", per fare una comprensibile analogia col pensiero politico) è trasformare ciò che è divino in ciò che è demoniaco, sostituendo all'"iniziazione" che porta alla luce una "contro-iniziazione" che porta alle tenebre. È la massima accusa che gli esoterici possono scambiarsi e che interessa la presente riflessione sia in rapporto a personaggi come Aleister Crowley, sia in rapporto allo stesso Hitler, che si ritiene in relazione col dio della luce e che, anche in ambito esoterico, potrebbe essere invece considerato legato alla confusione con l'aspetto tenebroso che costituisce il satanismo. Diviene in questo modo più comprensibile la posizione degli studiosi della destra esoterica che contestano le analisi in questo campo supponendo che chi indaga sulle origini "occulte" del nazismo voglia fare di Hitler un demone e quindi "demonizzare" (espressione di moda) i maestri dell'esoterismo compreso Guénon, il quale, per venire alla conclusione, spiega perché ora e non prima si possa parlare dell'Agharti.
Nelle circostanze in mezzo alle quali viviamo attualmente, gli avvenimenti si svolgono con una tale rapidità che molte cose le cui ragioni non appaiono nell'immediato potrebbero trovare, prima di quanto si creda, applicazioni molto impreviste, se non del tutto imprevedibili. Vogliamo astenerci da ciò che, in qualche modo, possa assomigliare a una " profezia ", teniamo tuttavia a citare, per concludere, una frase di Joseph de Maistre, che è ancor più vera oggi di un secolo fa: " Bisogna tenerci pronti per un avvenimento immenso dell'ordine divino, verso il quale procediamo a una velocità accelerata che deve colpire tutti gli osservatori. Temibili oracoli annunciano già che i tempi sono giunti ".18
De Maistre, come Guénon, era passato attraverso la Massoneria, ritenuta una possibile forma di iniziazione. Entrambi vi avevano poi visto una degenerazione. La frase ora citata è simile a quella di Steiner alla vigilia della prima guerra mondiale: stanno verificandosi eventi che rendono possibili rivelazioni, concernano esse "cronache akasiche" o "Agharti". Guénon evoca "temibili oracoli" in quel 1927 nel quale Hitler bacia le mani a Houston Stewart Chamberlain morente (aveva assunto la cittadinanza tedesca), raccogliendone l'eredità per la fondazione di un Reich millenario degli ariani europei in termini che Mosse così rievoca:
Chamberlain era un devoto ammiratore di Hitler, il quale, nel corso di una drammatica messa in scena, si recò a visitare il morente e ormai paralizzato apostolo del germanesimo, chinandosi a baciargli le mani. Aveva scritto per il futuro, tenace nelle proprie idee e nell'annunciare che il futuro sarebbe stato luminoso.19
Hitler guidava allora un piccolo partito col 3% dei voti. Ma se poteva contare sull'appoggio di " superiori sconosciuti ", gli " oracoli " stavano annunciando il giungere dei tempi, anche se il grande evento atteso sarebbe poi stato giudicato più "demoniaco" che divino. Ma Hitler era conscio dell'occulta grandezza del suo destino, cui in quegli stessi anni lo chiamava anche un altro cultore della fantastoria, Hans Horbiger, il cui giovane collaboratore Horst Wessel, ucciso in uno scontro coi comunisti, sarebbe divenuto con l'Horst Wessel Lied e con la biografia scritta da Hans Heinz Ewers l'eroe delle Ss.
La cosmogonia glaciale di Horbiger era stata pubblicata nel 1913 da Philip Fauth e le sue tesi vennero rilanciate nel dopoguerra. Vi si sostiene che la dinamica cosmica deriva dallo scontro tra la forza di attrazione del fuoco e quella di repulsione del ghiaccio. Il sistema solare nasce dalla collisione tra un enorme corpo celeste ad altissima temperatura e un pianeta gigante formato dall'accumularsi del ghiaccio cosmico. La forza iniziale dell'esplosione li allontana, la gravitazione li attira verso la più vicina delle masse maggiori. Cosi la luna cade sulla terra, provocando immani cataclismi. Nel corso di milioni d'anni nuove lune captate dalla terra si formano. Horbiger sostiene che quella attuale è la quarta. Ogni luna ha determinato un'epoca geologica, perché sono la sua dimensione e la sua forza di gravita a determinare le forme di vita sulla terra. Nel momento in cui il satellite è più vicino e dimensione e forza di gravita maggiori, si hanno sulla terra forme di vita gigantesche, perché maggiore è il peso che debbono sopportare.
Gli uomini risalgono alla seconda epoca geologica; quindici milioni di anni fa, nasce una civiltà di giganti telepati dotati di enorme energia psichica, distrutta dalla caduta della seconda luna. I giganti superstiti si adattano al periodo della terza luna, più piccola e lontana. Ne rimane il ricordo nella mitologia, mentre nascono i nostri avi, più piccoli e meno dotati, ma che si evolvono sino a costruire la civiltà mondiale di Atlantide, sotto la guida dei re giganti superstiti che sono ben consci che anche la terza luna cadrà: il che avviene centocinquantamila anni fa. L'umanità decade allo stadio animale. Nascono razze nane sotto un cielo senza luce. Per centotrentamila anni, si ha una nuova evoluzione concentrata nelle zone del pianeta che si trovano vicino-al polo artico, ove sorge la nuova e più modesta Atlantide che cresce sino a che, dodicimila anni fa, si forma la quarta luna. La sua influenza determina nuovi cataclismi, rimasti nel ricordo nei miti della genesi e del diluvio.
I giganti degenerano, le civiltà decadono, ma in alcuni luoghi, dalla Cina all'Egitto, lentamente si ricostruiscono, nel ricordo di doti e di sapienze antiche, embrioni di nuove strutture sociali. Ma gli uomini di quest'epoca hanno dimenticato grandezze e apocalissi del passato e l'origine del rapporto tra l'uomo e gli eventi cosmici, ai quali si può risalire soltanto conoscendo le grandi leggi dell'universo, che non sono quelle di Newton e di Einstein. La loro scoperta a opera di Horbiger segna la fine di un'epoca e il preannunzio di una nuova. I seguaci della nuova dottrina ritroveranno l'antica sapienza e gli antichi poteri.
Le idee di questa cosmogonia circolavano soprattutto a Vienna e a Monaco alla vigilia della guerra e il venticinquenne Hitler con ogni probabilità le conobbe. Nel dopoguerra Horbiger rilanciò le sue idee con una vera e propria macchina propagandistica e attraverso la rivista mensile " La chiave degli avvenimenti mondiali" che volgarizzava la "Wel" ("Welteislehre", teoria del ghiaccio cosmico). In questo periodo, tra il putsch del novembre '23 e la successiva detenzione, Hitler è già una figura nazionale. Incontra Horbiger, anche se la descrizione dei loro rapporti a opera di Pauwels e Bergier è solo in parte accettabile:
II capo nazista ascoltava con deferenza questo scienziato visionario. Horbiger non ammetteva di essere interrotto mentre parlava e rispondeva fermamente a Hitler: " Maul zu! ", Zitto! Egli portò all'estremo la convinzione di Hitler: il popolo tedesco, nel suo messianismo, era avvelenato dalla scienza occidentale. La dottrina del ghiaccio cosmico avrebbe fornito il contravveleno necessario. Conferenze riunirono i teorici del nazionalsocialismo e quelli del ghiaccio cosmico: Rosenberg e Horbiger, circondati dai migliori discepoli. Le affinità del pensiero di Horbiger con i temi orientali delle epoche antidiluviane appassionarono Himmler. La dottrina di Horbiger si associava strettamente al pensiero del socialismo magico.20
Questo Hitler che si fa imporre il silenzio da Horbiger è poco attendibile. Ma l'influenza dell'ingegnere austriaco su una parte dell'elite nazista è sicura. Essa converge con le altre impostazioni fantastoriche che sono state descritte nel periodo in cui Chamberlain trasmette la sua eredità e Guénon predica ne // Re del mondo imminenti svolte della storia nel nero periodo del Kali-Yuga:
L'Agharti, si dice, non fu sempre sotterranea, nè lo rimarrà per sempre. Ossendowski precisa che il centro è divenuto sotterraneo più di seimila anni fa, data che corrisponde con sufficiente approssimazione all'inizio del Kali-Yuga, o età nera, l'età del ferro degli antichi occidentali; la sua ricomparsa deve coincidere con la fine di tale periodo,21 [per cui] nel periodo attuale del nostro ciclo terrestre, il Kali-Yuga, questa " terra santa " difesa da "guardiani" che la nascondono agli sguardi profani garantendone tuttavia certe relazioni esterne, è di fatto invisibile, inaccessibile, ma soltanto per coloro che non possiedono le qualità richieste per penetrarvi. Ora, la sua localizzazione in una determinata regione deve essere considerata come letteralmente effettiva, oppure soltanto simbolica, o l'una e l'altra cosa insieme? A tale domanda risponderemo semplicemente che, per noi, i fatti geografici e quelli storici hanno, come tutti gli altri, un valore simbolico che, del resto, nulla toglie della loro realtà propria in quanto fatti, anzi, conferisce loro, oltre quella reale immediata, un significato superiore.22
Guénon sanziona questa identità tra il reale e il simbolico nel 1927. L'anno dopo gli muore la moglie. Nel 1929 pubblica La crisi del mondo moderno dove insiste sul periodo del Kali-Yuga. Nel 1930 si stabilisce definitivamente al Cairo, dove si risposerà con una donna islamica. Horbiger muore settantenne nel 1931. Intanto un tradizionalista italiano rivisita la tradizione della macrostoria da Esiodo a Tilak a Guénon; è Julius Evola, che quando Hitler è già da un anno cancelliere del Reich pubblica la sua opera Rivolta contro il mondo moderno (che anche nel titolo riecheggia quella di Guénon di cinque anni prima). In essa ricompare la mitica Sham bha lah di Agharti, a oltre mezzo secolo di distanza da quando Elena Blavatskij ne aveva fatto la città dei buoni maghi."
Continua così una tradizione culturale (o, se si vuole, una mitografia) che accompagna due generazioni di intellettuali (" visionar! ", secondo Pauwels e Bergier) che, tra i primi annunci di una " dottrina segreta " e l'arrivo di Hitler alla cancelleria di Berlino, saldano un passato di catastrofi e di sapienza, di apocalissi e di particolari rapporti tra l'uomo, il cosmo e " superiori " con doti paranormali, a un futuro che sta per iniziare e nel quale antichi valori riprenderanno vigore nel corso di conflitti cosmici.
Nel Mattino dei maghi questa tradizione mitografica viene sintetizzata in termini approssimativi, probabilmente attraverso una versione di Gurdjieff del quale Pauwels fu per qualche tempo allievo:
Secondo una leggenda tibetana, trenta o quaranta secoli fa esisteva nel Gobi un'altra civiltà. In seguito a una catastrofe, forse atomica, il Gobi fu trasformato in un deserto e gli scampati emigrarono, alcuni verso la punta Nord dell'Europa, altri verso il Caucaso. Il dio Thor delle leggende nordiche sarebbe stato uno degli eroi di questa migrazione [che] componevano la razza fondamentale dell'umanità, il ceppo ariano. Dopo il cataclisma, i maestri dell'alta civiltà, i detentori della conoscenza, si installarono in un immenso sistema di caverne sotto la catena dell'Himalaya. Nel cuore di queste caverne si scissero in due gruppi, seguendo l'uno "la via della mano destra", l'altro "la via della mano sinistra". La prima via avrebbe avuto il suo centro ad Agharti, città nascosta del bene, tempio della non partecipazione al mondo. La seconda sarebbe passata per Shambahlah, città della violenza e della potenza, le cui forze comandano agli elementi, alle masse umane e affrettano l'arrivo dell'umanità alla cerniera dei tempi. Ai maghi condottieri di popoli sarebbe stato possibile fare un patto con Shambahlah.24
Come la mitologia greca dalla quale sono deducibili fasi della storia anteriore a quella conosciuta,25 questa fantastoria contiene immagini e simboli talvolta bivalenti. Sham bha lah può identificarsi con Agharti o essere il suo opposto. La saggezza contemplativa o la guida dei popoli possono essere in contrapposizione o due aspetti compatibili. Il reale e il simbolico, come afferma Guénon, possono coesistere. Una parte della concezione di Hitler (e di altri leader nazisti) e influenzata da questa tradizione culturale, che si diffondeva negli anni della loro giovinezza e della loro formazione.
NOTE
1. Cfr. su questa vicenda: Colin Wilson, Detective dell'impossibile, Sugarco, Milano 1987, pagg. 116 e segg.
2. Karl D. Bracher, La dittatura tedesca, cit., pag. 108.
3. Alexandrian, Storia della filosofia occulta, Mondadori, Milano 1984, pag. 437.
4. Ibidem, pag. 441.
5. Leon Poliakov, II mito ariano - Storia di una antropologia negativa, Rizzoli, Milano 1976, pag. 226.
6. Colin Wilson, op. cit., pag. 128.
7. Ibidem.
8. Ibidem, pag. 127.
9. Ibidem, pagg. 128-130.
10. Cfr. Leon Poliakov, op. cit., in particolare Seconda pane, cap. III, " Alla ricerca del Nuovo Adamo - Magie dell'India ", pagg. 199 e segg.
11. Cfr. in proposito Colin Wilson, op. cit., pagg. 36 e segg.
12. Da L'erreur spirite, citato da Alexandrian, op. cit., pag. 457.
13. Ibidem, pag. 458.
14. Rene Guénon, // Re del Mondo, Adelphi, Milano 1982, pag. 11.
15. Ibidem, pagg. 12-15.
16. Ibidem, pagg. 37-39.
17. Ibidem, pag. 36.
18. Ibidem, pagg. 111-112.
19. George L. Mosse, Le origini culturali del Terzo Reich, cit., page. 138-139.
20. Louis Pauwels e Jacques Bergier, // mattino dei maghi, cit. pag. 300.
21. Rene Guénon, op. cit., pag. 79.
22. Ibidem, pag. 110. Guénon aggiunge in nota: "Del resto i diversi mondi sono propriamente degli Stati e non dei luoghi, anche se possono essere simbolicamente designati come tali: la parola sanscrita "loka", che serve a designarli, e che è identica al latino "locus", racchiude in sé l'indicazione di questo simbolismo spaziale " (ibidem).
23. Ripubblicando il libro dopo la sconfitta nazista, Evola aggiungerà:
" Nel "Vishna Purana" si accenna a elementi della razza primordiale, o di "Manu", rimasti quaggiù nella stessa età oscura per esser la semente di nuove generazioni; e riappare l'idea di una nuova finale manifestazione dall'alto. La stirpe in cui nascerà questo "principio divino" è una stirpe di Shambahlah: ma Shambahlah —lo si è visto a suo tempo — rimanda alla metafisica del Centro e del Polo, al mistero iperboreo e alle forze della tradizione primordiale". (Rivolta contro il mondo moderno. Edizioni Mediterranee, Roma 1969, pag. 447).
24. Louis Pauwels e Jacques Bergier, op. cit; pagg. 359-360.
25. Per questa interpretazione rimando al mio Occidente misterioso -Baccanti, gnostici, streghe - I vinti della storia e la loro eredità, Rizzoli, Milano 1987. Ivi le fonti di riferimento.
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