tratto da "Il libro completo dell'Argilla"
Le Proprietà Terapeutiche dell’Argilla
I Suoi Poteri Curativi
Nel 1928, il prof. Laborde, docente alla Facoltà di Farmacia di
Strasburgo, dichiarò: «La terra curativa, presa
regolarmente o periodicamente, è il dono che purifica, vivifica,
compensa e risana, proprietà essenziali della natura. È
un potente dinamogeno che ristabilisce un equilibrio stabile
risvegliando l’attività delle ghiandole».
Come molti altri rimedi naturali, l’argilla è una materia
molto complessa: le sue proprietà non dipendono cioè da
un solo elemento quanto piuttosto dall’interazione delle varie
sostanze di cui è composta, che ne moltiplicano
l’efficacia.
L’argilla possiede le seguenti proprietà curative.
Le Preparazioni con l’Argilla
La corretta preparazione dell’argilla per uso esterno
Mescolando l’argilla con acqua calda, tiepida o fredda si ottiene
una pasta più o meno plastica, che può essere impiegata
nella cura di varie malattie e disturbi.
Ricordiamo, inoltre, che l’argilla preparata con acqua salata
(sale marino integrale) e priva di cloro accresce la sua efficacia
terapeutica.
Per ottenere un’argilla idonea all’utilizzo esterno è opportuno rispettare i seguenti passaggi:
La consistenza dell’impasto può essere aggiustata
aggiungendo un po’ di argilla (quando l’impasto risulta
troppo molle) o un po’ d’acqua, quando l’impasto
è troppo asciutto.
L’argilla così preparata può essere conservata
pronta per l’uso per un tempo indefinito: sarà sufficiente
assicurarsi che sia conservata al buio in un sacchetto, un vaso di
terracotta o in un qualsiasi altro recipiente e aggiungere acqua se
indurisce per la parziale evaporazione dell’acqua.
È indispensabile non lasciare mai l’argilla a contatto con
oggetti o recipienti metallici poiché piccole quantità di
metalli anche tossici vengono rilasciate a causa dell’elevato
potere di adsorbimento strutturale dell’argilla.
UTILIZZO ESTERNO
Per uso esterno l’argilla si utilizza sotto forma di: cataplasmi
e impiastri, polverizzazione, bagni, unguenti, maschere e frizioni.
È opportuno utilizzare argilla grossa per impacchi e cataplasmi
di grandi proporzioni mentre l’argilla macinata fine è
più indicata per impacchi e cataplasmi di normali proporzioni,
polverizzazioni, unguenti, maschere e frizioni.
1 - Cataplasmi e impiastri
Cataplasmi e impiastri di argilla sono ancora oggi i metodi di utilizzo
più usati in argilloterapia; sono impasti dove oltre
all’argilla si possono aggiungere anche estratti vegetali,
oleoliti, oli essenziali che in alcuni usi ne amplificano
l’efficacia.
Il cataplasma consiste nell’applicare sul corpo la pasta di argilla e acqua distesa su un telo di stoffa.
Se non viene altrimenti indicato, il cataplasma deve essere a
temperatura ambiente; dove è indicato il cataplasma caldo,
l’argilla va scaldata a bagnomaria. Per non suscitare una
reazione di fastidio, il cataplasma va applicato gradualmente,
appoggiandone prima un angolo sulla pelle e proseguendo lentamente
finché l’organismo si abitua alla temperatura. Il
cataplasma deve essere fissato con bendaggi in modo che non si sposti,
ma anche senza stringere e deve essere lasciato al suo posto per 30
minuti e per un massimo di 2-3 ore. Quando è il momento di
toglierlo si lava la parte con acqua fredda o tiepida con una spugna.
Il cataplasma di argilla è utile nella cura di manifestazioni artrosiche, distorsioni, slogature, contusioni.
L’impiastro, miscela di argilla e acqua con la consistenza di una
creta è applicato direttamente sulla parte del corpo da trattare
in uno strato di circa mezzo centimetro. Trascorso il tempo necessario,
che può variare da 2-3 ore fino all’essiccamento, si
rimuove l’impiastro facendo uso di un cucchiaio o di una spatola
di legno e si lava la parte con una spugnetta inumidita con acqua
tiepida. L’impiastro è molto efficace nelle affezioni
dell’apparato digerente e dermatologiche (ulcere, dissenterie,
coliti, enteriti, piaghe, dermatiti).
2 - Bagni parziali o totali
Si sceglie un’argilla verde macinata fine o grossa da stendere
sul fondo di una bacinella (tre-quattro manciate di argilla equivalenti
a circa 80-100 grammi) che sarà riempita di acqua calda con il
5% di sale marino integrale, mescolando sino a quando l’argilla
sarà sciolta e in sospensione. Questa preparazione può
essere utilizzata per gargarismi, lavaggi vaginali, clisteri, pediluvi
e maniluvi. Per un bagno totale versare in una vasca colma di acqua
tiepida 1/2 chilo di argilla e, eventualmente, 10 gocce d’olio
essenziale di lavanda, mescolare e immergersi per 15 minuti, eseguendo
movimenti con gambe e braccia. Ci si sciacqua, quindi, con acqua
tiepida e ci si corica a letto ben coperti per circa un’ora.
3 - Frizioni
Per prepararle, è sufficiente ottenere una poltiglia molto
liquida di argilla fine in polvere nella quale s’immergerà
un pezzo di tela che basterà far sgocciolare prima di applicarlo
sulla parte da trattare. Le frizioni sono utili in caso di piaghe e
ferite e in caso di dolori reumatici e artrosici.
4 - Maschere
Versare in una ciotola un bicchiere di argilla a grana fine, mezzo
bicchiere di acqua ed un cucchiaio di yogurt. Mescolare fino a ottenere
un composto omogeneo da spalmare sul viso e sul collo.
Lasciare in posa 15 minuti e risciacquare con acqua tiepida.
La maschera, uno dei trattamenti cosmetici e terapeutici più
utilizzati, si comporta come una potente carta assorbente che toglie le
tossine dell’epidermide e contemporaneamente cede sostanze
minerali, elementi rivitalizzanti ed energetici. L’azione
meccanica superficiale che si esplica durante l’asportazione
della maschera stessa, inoltre, consente l’eliminazione delle
lamelle cornee superficiali e rende la pelle più chiara,
sgrassata e pulita.
5 - Polverizzazione
Si usa l’argilla fine e polverizzata come un talco da applicare
direttamente sulla parte interessata. Essa presenta un’efficace
azione antisettica e cicatrizzante utile contro gli eritemi, i pruriti,
il sudore, gli arrossamenti, le screpolature della pelle, le piccole
ferite e contro l’eccessiva sudorazione dei piedi.
6 - Unguenti
Aggiungendo olio extravergine di oliva (oleoliti, olio di mandorle o di
jojoba), miele, burro o glicerina alla polvere di argilla fine è
possibile ottenere unguenti per uso terapeutico per medicare
escoriazioni, geloni, rossori, ulcere e dermatiti in generale.
Si adopera un tovagliolo o un pezzo di tela e si spalma l’unguento sulla parte da trattare.
UTILIZZO INTERNO
L’argilla fine, ventilata e impalpabile, è la migliore per
uso interno poiché libera molti più elementi curativi di
quanto non possa fare un’argilla a granulometria più
grossa.
Essa presenta, inoltre, un grande vantaggio terapeutico: transitando
dal tubo digerente fino all’intestino, nel suo percorso si fissa
alle tossine e permette la loro eliminazione. Si utilizza diluendola in
acqua e bevendola, oppure ingerendola sotto forma di compresse, pillole
e bastoncini.
1 - Bevanda diluita in acqua
È assolutamente necessario utilizzare acqua di fonte che non sia
trattata con il cloro o, in alternativa, acqua oligominerale.
Dopo aver messo un cucchiaino di argilla (fino a tre come dose massima)
in un bicchiere di vetro si mescola l’acqua con un bastoncino di
legno (non vanno comunque usati strumenti di metallo), si copre con una
garza e si lascia riposare il composto, meglio se al sole, per almeno
10-12 ore prima di berlo.
Il mattino successivo si berrà solo l’acqua surnatante lasciando il deposito sul fondo del bicchiere.
Questo liquido superiore acquoso si presenta opaco (soluzione
colloidale) ed è conosciuto sotto il nome di gel di argilla o
sopranatante: contiene tutti gli elementi dell’argilla.
Nei casi in cui è specificato e utile per ottenere un
determinato effetto terapeutico, si agita la soluzione mandando tutta
l’argilla in sospensione e bevendo tutto il contenuto.
L’argilla deve essere assunta sempre lontano dai pasti,
preferibilmente di mattina, per circa un mese, facendo poi una pausa
per una decina di giorni, quindi ripetendo ancora per un mese
l’assunzione di acqua argillosa. Questo schema si può
ripetere due o tre volte durante l’anno. L’argilla diluita
in acqua depura il sangue e tutto l’organismo, neutralizza le
tossine e apporta alle cellule elementi indispensabili alla loro
vitalità e alla loro difesa: silicio, alluminio, ferro, calcio,
sodio, potassio, magnesio e altri elementi chimici.
IL pH della sospensione acquosa, inoltre, è vicino alla
neutralità, né troppo acido né troppo basico, per
cui essa possiede un’interessante attività tamponante
antiacida che la rende particolarmente utile in caso di
iperacidità gastrica o di ulcere.
2 - Compresse
Per preparare una compressa bisogna formare una piccola pallina con una
miscela di argilla ottenuta con 2 parti di argilla e 2 parti di acqua.
Dopo l’essiccazione al sole, le compresse si ingeriscono con un
po’ di acqua nelle dosi e per la durata consigliata dal
terapeuta; sono utili soprattutto nell’acidità di stomaco,
aerofagia e coliti.
3 - Pillole e bastoncini
È un metodo di assunzione attualmente usato solo in India,
America del Sud e Cina dove, già anticamente, si faceva
essiccare l’argilla più pura in pillole o bastoncini.
Nella medicina tibetana si usa preparare le pillole aggiungendo
“sostanze benedette” e recitando molti mantra; a volte si
confezionano dei bonbon di argilla con essenze aromatiche o decotti di
piante.
Si consiglia di succhiare piccoli pezzi d’argilla in caso di gengiviti, stomatiti, piorrea alveolare, angine, raffreddori.
Precauzioni di Utilizzo e Tossicità
Anche se da un punto di vista strettamente tossicologico non sono noti
effetti nocivi dell’argilla sulla salute dell’uomo, data la
delicatezza del prodotto, si rammenta di seguire molto scrupolosamente
le indicazioni del medico di fiducia o del naturopata.
Bisognerà, innanzitutto, verificare la personale
compatibilità con l’argilla che si intende usare:
può accadere, infatti, che l’attività di una
determinata argilla sia talvolta eccessiva per una persona
particolarmente sensibile, provocando reazioni allergiche o crisi di
stanchezza.
Per uso esterno è bene iniziare con applicazioni di breve
durata, soprattutto se è la prima volta che si ricorre
all’argilla. Se si prova una sensazione di eccessivo calore o di
freddo la cura va sospesa.
È raccomandabile non applicare il prodotto argilloso sul petto,
la pancia o i reni durante il periodo della digestione, né in
concomitanza con le mestruazioni.
L’argilla per uso interno può dare stitichezza; durante la
cura si deve avere l’avvertenza di ridurre il consumo dei grassi.
I grassi, infatti, tendono a indurire l’argilla, creando palline
che possono intasare le anse dell’intestino.
Chi avverte un senso di nausea nel bere l’acqua argillosa
può correggerne il gusto con qualche goccia di limone o miele.
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